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Inchiesta "Caronte", lo scafista parla in aula: "Ero solo durante lo sbarco"

I due uomini dell'Agrigentino sono a processo perché accusati di aver fatto parte, a vario titolo, di un'associazione dedita al commercio di esseri umani

(foto ARCHIVIO)

Inchiesta “Caronte”, incidente probatorio per due tunisini, già reclusi in carcere, nell’ambito del procedimento per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nel corso del quale sono indagati il menfitano Marco Bucalo, 31 anni, e il Sambucese Salvatore Calcara, 46 anni. Lo riporta il Giornale di Sicilia in edicola oggi. 

In tribunale sono stati sentiti Nizar Zayar, coinvolto nel medesimo procedimento, e Ben Salem Alì, entrambi in carcere. Tutti e due hanno escluso il coinvolgimento di Calcara, ha precisato l’avvocato dell’uomo, Accursio Galgliano, spiegando che l'accusato si recava in tunisia unicamente per acquistare e vendere auto. Zayar ha comunque ammesso di essere stato lo scafista degli sbarchi del 16 e 17 febbraio. Bucalo non sarebbe stato presente al momento dello sbarco a Porto Palo.

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